Vasi comunicanti

Vasi comunicanti è l’istallazione proposta in occasione del Premio d’architettura Federico Maggia 2019, visioni e cambiamento, giovani progettisti fabbricano idee.

Vasi comunicanti rappresenta la ricerca del punto di equilibrio, a partire dalla stessa materia potenziale, che scorre e livella.
Vasi comunicanti propone di innescare un meccanismo virtuoso di riattivazione degli spazi, partendo dalle risorse della città. Il motore di questo processo torna ad essere l’acqua. Il mercato del tessile, infatti, è già una risorsa di seconda generazione, diretta conseguenza della prima, che con le sue caratteristiche specifiche ha permesso anche altre importanti produzioni, quella della birra e quella del riso sono solo alcune.

TIPOLOGIA:
Padiglione
LUOGO:
Biella
SUPERFICIE:
20 mq

STATO:
Realizzato
ANNO DI PROGETTO:
2019
ANNO DI REALIZZAZIONE:
2019

COMMITTENZA:
Premio Federico Maggia 2019
TEAM DI PROGETTO:
biro+Filippo Ferrarese
FOTOGRAFIA:
Filippo Ferrarese

Vasi comunicanti parte da Yucon, l’ultimo di una serie di edifici industriali dismessi che costeggiano la strada provinciale Trossi, che collega Biella a Verrone.
Yucon potrebbe essere ovunque, uno scenario che si ripropone in ogni periferia industriale post crisi economica.

Vasi comunicanti riempie d’acqua l’edificio di Yucon, e lo trasforma provocatoriamente in una piscina, laddove nessuno si aspetterebbe di trovarla. Crea uno spazio “straordinario”, un’eccezione fuori dall’immaginario comune; un edificio nato come industriale diventa contenitore di un’esperienza legata al paesaggio propriamente naturale. La scelta cromatica del rosso è una citazione dell’interno di uno dei due fabbricati del complesso.


Vasi comunicanti propone un dispositivo che porta il visitatore ad immergersi in questa suggestione, evocando lo spazio pensato. Le scatole sospese alludono a tutti gli altri contenitori industriali candidati a subire il processo positivo di riconversione. Il filo rosso che li unisce rappresenta la comune strada su cui si attestano. Le immagini raccontano le potenzialità di questi spazi abbandonati, attraverso il filtro dell’acqua che modifica lo sguardo dell’osservatore generando riflessioni su visioni ed economie future.